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Qualche cenno storico sulla pallavolo

 

La pallavolo, o volleyball, fu ideata in America nel 1895, dall'insegnante di educazione fisica William G. Morgan nel Massachusetts con scopi prettamente ricreativi. Doveva essere, infatti, un gioco divertente alla disponibilità di tutti, uomini e donne, giovani e non giovani.

 

In Europa, la pallavolo è portata dalle truppe americane, precisamente in Francia nel 1918, ed in poco tempo ottiene una grande diffusione.
Si giunge ad un assetto delle regole precise di gioco nel 1938; è di quegli anni questa classificazione che ancora può adattarsi ai nostri tempi: uno sport che può essere praticato da tutti, che costa poco, di squadra, divertente e completo nella parte atletica ed estremamente coordinato, agonistico senza contatto con gli avversari, che può essere praticato all'aperto come in palestra, facile da capirsi nel gioco e le cui regole sono altrettanto facili da impararsi.

 

Nel 1946 si forma la Federazione Internazionale e nello stesso anno sorge quella italiana (FIPAV) con l'organizzazione dei campionati ufficiali.
Come in altri sport di squadra, la pallavolo si basa sulla tecnica individuale e sulla tattica. Non è possibile acquisire in questo sport una specializzazione poiché non ci sono ruoli fissi; infatti, i giocatori ad ogni cambio di battuta, devono ruotare andando ad occupare posizioni sempre diverse.

 

La pallavolo è uno sport adatto per il fisico in formazione perché lo distende, lo allunga, cioè, protendendolo verso l'alto. Favorisce lo scatto, l'agilità, il salto, la velocità di esecuzione e l'intuito. Educa allo spirito di gruppo, crea veramente il collettivo poiché ogni giocatore occupa successivamente tutti i ruoli e quindi ciascuno gioca per tutti e non per se stesso.

 

Non è mai priva di contenuto emozionale, pur non maneggiando violenza, e ciò deve essere ricordato ed annotato come uno dei cardini fondamentali. Resta tra i più puri fra tutti gli sport di squadra.

 

A Valenza, i primi passi

 

Nei primi anni '70 anche a Valenza si sviluppa considerevolmente la pratica sportiva femminile. La costruzione del palazzetto dello sport, una confortevole struttura affidabile e funzionante di circa 500 posti aperta nel gennaio del 1973, favorisce, più che in passato, gli sport di squadra con la pratica di discipline fino ad allora poco eseguite. Il giuoco collettivo è uno straordinario connettore sociale che attiva un sistema articolato di relazioni tra individui, soprattutto giovani.

 

In questi anni all'oratorio maschile è presente un gruppo di giovani appassionati di questo sport quali Gianpaolo Zulato, Matteo Bongiorno, Paolo Perotto, Armando Vanin ed altri; sono anche affezionati spettatori e supporter dell'Alessandria VBC, che partecipa al campionato nazionale maschile di serie B. Cercano di emulare le gesta dei beniamini sull'improvvisato campetto dell'oratorio.

 

Nel marzo del 1972, visto l'interesse per questa fresca disciplina, l'assistente Don Franco Farenga prende l'iniziativa di dare origine ad un gruppo di pallavolo femminile valenzana la cui sede viene posta presso l'oratorio femminile, luogo anche di gare ed allenamenti: le ragazzine sono protette ed attentamente osservate da Suor Elisabetta, che fa un po'ordine conventuale. L'allenatore improvvisato è Matteo Bongiorno.

 

All'inizio della stagione 1972-73, in accordo con il potere ecclesiastico locale, si
decide di intraprendere in modo più strutturale ed ufficiale quest'attività sportiva, germinata così tanto spontaneamente. Viene perfezionata l'affiliazione alla FIPAV del gruppo di pallavolo femminile aggregato all'Unione Sportiva Fulvius alla cui presidenza c'è Ugo Pinto.

 

Gli allenamenti al chiuso si tengono presso la palestra della Scuola Media Pascoli; l'attività è semplicemente amatoriale, come se ci fosse difficoltà nel coniugare il gioco con l'agonismo sportivo, e solo nella primavera del 1973 si disputano gare ufficiali nei Giochi della Gioventù, che vengono disputati alla palestra VV.FF. di Alessandria.

 

Nello stesso periodo un altro gruppo di ragazze con esperienze calcistiche, di età superiore e provenienti per la maggior parte dal Liceo Scientifico, si avvicinano a questa disciplina sportiva e ben presto manifestano l'intenzione di intraprendere la pratica in modo ufficiale, creando quindi una nuova società: la White Star.

 

Uno dei problemi più incalzanti è quello di trovare un vero tecnico disponibile ad allenare la squadra nonostante le scarse disponibilità finanziarie. Si riesce ad arruolare un ignoto insegnante di origine cilena, quell'Oscar Perez destinato a legarsi strettamente al sodalizio valenzano e a diventare in avvenire uno dei più validi allenatori della zona: un tecnico che crede nei giovani, non solo a parole. Il presidente sarà Pier Angelo Panelli e durerà in carica diversi anni anche dopo l' imminente fusione.

 

Le due squadre partecipano a tornei locali con molto entusiasmo e tanta voglia di giocare per divertirsi nonostante i risultati poco brillanti; in poco tempo si è riusciti ad incrementare a livello cittadino la popolarità di questo sport al femminile, che ha il vantaggio di non avere la concorrenza del calcio dei maschi e senza essere devastati da manie di grandezza, con l'entusiasmo di cui sono capaci i neofiti.

 

E' giunto il tempo che le femmine nello sport siano la regola e non l'eccezione o l'incursione.

 

Mentre la Pallavolo della Fulvius in questo periodo viene addestrata sempre da alcuni volontari ed ha come presidente Enrico Pagani e la White Star è allenata da Oscar Perez e guidata dal presidente Pier Angelo Panelli, i risultati sul piano agonistico sono irrilevanti, ma il fatto importante è il consolidamento di questi due gruppi di ragazze che, sul finire della stagione, si aggregano rendendo più solido e forte il Valenza Pallavolo Club.

 

Storia della Pallavolo Valenza
Il Volley a Valenza.pdf
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Il libro sulla storia completa dell'A.S.D. Pallavolo Valenza, in edizione cartacea, è disponibile nella libreria "Libraria" di Valenza.